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Settimana Mondiale della Tiroide 2023 Risposte sui trattamenti di termoablazione alla tiroide

Per sensibilizzare la popolazione sulla prevenzione delle patologie tiroidee, di cui soffrono circa sei milioni di persone solo in Italia, è stata istituita la Settimana Mondiale della Tiroide, in programma quest'anno dal 22 al 28 maggio 2023: http://www.settimanamondialedellatiroide.it/

Il gruppo MITT ha elaborato un documento riguardo i trattamenti mini-invasivi dei noduli benigni della tiroide contenente le domande più frequentemente rivolte dai pazienti, con alcune concise risposte, che in occasione della settimana mondiale della tiroide vogliamo condividere con tutti voi!


In cosa consistono i trattamenti di termoablazione dei noduli benigni della tiroide?

I trattamenti di termoablazione sono dei trattamenti mini-invasivi che consentono di ottenere la distruzione di una parte del tessuto del nodulo tiroideo da trattare mediante l’erogazione di energia attraverso specifici dispositivi di piccole dimensioni che vengono inseriti all’interno del nodulo stesso sotto guida ecografica.


Qual è lo scopo dei trattamenti di termoablazione dei noduli benigni della tiroide?

Lo scopo del trattamento è ottenere il miglioramento o la risoluzione dei sintomi correlati al nodulo tiroideo, o prevenirne l’insorgenza in caso di noduli ancora asintomatici ma in accrescimento volumetrico nel tempo. Per ottenere tale obiettivo il trattamento si prefigge di ottenere una riduzione di un volume di almeno il 50% rispetto al volume basale ad 1 anno dal trattamento.


Quali sono le tecniche maggiormente utilizzate?

Le tecniche maggiormente utilizzate, che hanno maggiori dati di evidenza scientifica e che sono accreditate da linee guida e protocolli nazionali ed internazionali sono la tecnica con radiofrequenza e quella con laser che, anche se con diversi meccanismi di erogazione dell’energia, hanno dimostrato di ottenere risultati analoghi in termini di efficacia clinica.


Quando può essere trattato un nodulo tiroideo con la termoablazione?

Il nodulo tiroide benigno può essere trattato dopo averne valutato l’aspetto ecografico e verificato e/o confermato la citologia benigna su agoaspirato tiroideo (e/o eventuale biopsia tiroidea) Le principali indicazioni al trattamento di termoablazione sono: - Nodulo tiroideo benigno di volume tale da determinare disturbi cosmetici e/o compressivi - Nodulo tiroideo benigno in progressivo aumento dimensionale - Nodulo tiroideo iperfunzionante in paziente con controindicazioni o che non desideri sottoporsi a trattamento radiometabolico e/o chirurgico.

Come viene eseguita la procedura?

Il trattamento di termoablazione dei noduli tiroidei viene effettuato in regime di day-surgery, in anestesia locale. In alcuni casi può essere utilizzata una blanda sedazione. Il trattamento viene eseguito presso una sala dedicata, opportunamente equipaggiata con tutta la strumentazione necessaria, compreso un ecografo che verrà utilizzato per guidare il trattamento, da personale medico ed infermieristico specializzato. Il paziente viene posizionato sul lettino operatorio con il capo iperesteso per consentire un migliore accesso al nodulo tiroideo da trattare. Sotto costante monitoraggio ecografico, l’operatore esegue il trattamento di termoablazione (con laser o radiofrequenza), che può avere una durata variabile a seconda del caso e delle dimensioni del nodulo dai pochi minuti fino a circa 20-30 minuti. Durante tutto il trattamento il paziente viene monitorato ed assistito dal personale infermieristico. Al termine della procedura il paziente viene inviato in reparto, dove rimane in osservazione per circa 2-3 ore. Dopo tale periodo di osservazione un medico-chirurgo esegue una valutazione clinica del paziente, e dimette il paziente fornendo le indicazioni necessarie per il periodo successivo e per i successivi controlli.


Quali sono gli effetti collaterali del trattamento di termoablazione?

Gli effetti collaterali possono verificarsi in meno di un terzo dei pazienti sottoposti a trattamento di termoablazione e consistono principalmente in: - Dolore e/o gonfiore di lieve entità in sede di intervento, per i quali può rendersi necessaria l’assunzione di farmaci antidolorifici per bocca, che in genere si risolvono autonomamente in pochi giorni - Ematoma di minima o moderata entità in sede di intervento. -Febbricola (massimo 37,5°/38°C) successiva al trattamento, solitamente autolimitantesi dopo pochi giorni dal trattamento.

Quali sono le complicanze del trattamento di termoablazione?

Le complicanze dei trattamenti di termoablazioni sono rare (< 3%) e in genere autolimitantesi e di lieve entità, e consistono principalmente in: - Abbassamento/alterazione del tono della voce (disfonia), solitamente reversibile autonomamente. Sono stati descritti rari casi di disfonia permanente. - Tireotossicosi con alterazione della funzionalità tiroidea, anche essa solitamente autolimitantesi ma che può presentarsi anche qualche mese dopo la procedura. - Scottatura e danno della pelle sovrastante il nodulo sottoposto a trattamento - Infezione o rottura (estremamente rare) del nodulo sottoposto a trattamento, che può richiedere l’impiego di farmaci antibiotici.


Dopo il trattamento quale è il corretto percorso medico da seguire?

In seguito al trattamento è consigliato eseguire una visita specialistica ed una ecografia tiroidea a circa 1 mese, 6 e 12 mesi dal trattamento e contestuale dosaggio degli ormoni tiroidei (solitamente è sufficiente il TSH) con successivi controlli clinici ed ecografici a lunga distanza (solitamente ogni 12-24 mesi in base alla volumetria del nodulo trattato).


Quali sono i risultati attesi dal trattamento di termoablazione di un nodulo benigno della tiroide?

Nella maggior parte dei noduli sottoposti a trattamento di termoablazione è possibile ottenere un successo tecnico (riduzione volumetrica di almeno il 50% a 12 mesi) e una consensuale riduzione/scomparsa dei sintomi clinici. I risultati ottenuti a 12 mesi rimangono, con elevata frequenza, stabili nel tempo, anche se una parte dei noduli trattati può andare incontro a una lenta e progressiva ricrescita. Pertanto è indispensabile che chi viene sottoposto a tale tipo di trattamento esegua dei controlli specialistici nel tempo.


Qualora ci sia una ricrescita, o il risultato non sia sufficiente dopo un trattamento di termoablazione, il nodulo può subire un nuovo trattamento?

In caso di scarsa riduzione volumetrica ad un primo trattamento, o in caso di ricrescita volumetrica nel tempo, previa rivalutazione e conferma citologica di benignità del nodulo trattato, è possibile effettuare un secondo trattamento. In alcuni casi, soprattutto su noduli inizialmente molto voluminosi è possibile programmare direttamente più di un trattamento, eseguibile a congrua distanza di tempo dal primo (solitamente non prima di 3-6 mesi). Non ci sono comunque controindicazioni ad eseguire intervento di chirurgia tradizionale in un nodulo trattato con tecniche di termoablazione.

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